E' l'agrume che a Santa Maria del Cedro, nonché sul resto della Riviera dei Cedri, ha caratterizzato l'economia e la vita di molte persone, merita pertanto qualche cenno storico e qualche notizia di botanica.

Di origine asiatiche, come tutti gli agrumi del vecchio mondo, il cedro è rimasto molto indietro nella evoluzione che ha portato gli altri agrumi a ben acclimatarsi intorno le sponde del Mediterraneo. Essi, pur se di origini lontane, e se impiantati sistematicamente solo dopo la conquista araba del nord Africa, sono divenuti  un frutto distintivo proprio del clima Mediterraneo, una costante nel panorama agricolo  dei paesi che si affacciano sulle sue acque.

Il cedro mantiene alcuni aspetti delle piante tipiche dei climi sub tropicali; non è adatto a vegetare alle nostre latitudini: d'inverno soffre le temperature basse e d'estate il sole diretto. Per vegetare ha bisogno che gli si costruisca intorno una struttura che lo riporti al suo clima di origine, quello delle foreste pluviali, appunto. Perciò dev'essere protetto sia dal freddo che dal caldo, garantendogli anche un ambiente perennemente umido. Per realizzare queste condizioni, è necessario impiantarlo in località che ben si prestino, con le loro caratteristiche, a facilitare questa cura. Perciò le zone di coltivazione devono avere un clima molto mite e abbondanza d'acqua. La Riviera dei Cedri ben possiede queste caratteristiche e, per tale motivo,  da secoli è vocata a produrre un frutto tanto difficile da coltivare.

Se, nonostante la difficoltà, il cedro è stato con tanti sforzi coltivato è perché ha avuto nei secoli, utilizzo nella farmacopea antica e medioevale. Frutto dalle molte qualità curative, ancor oggi si può utilizzare come efficace rimedio all'acidità di stomaco, al mal d'auto, e come digestivo, semplicemente mangiandolo candito. Altro motivo che ne spiega la, pur difficoltosa, coltivazione è la sua valenza di frutto rituale nella religione ebraica. Il cedro, infatti, è una delle quattro specie vegetali utilizzate nella festa del Sukkot, forse la ricorrenza più importante per gli israeliti. Per tale ragione non è difficile vedere, nei mesi estivi e di mattina presto, numerosi rabbini frequentare le cedriere locali, alla ricerca e selezione dei frutti più adatti da comprare per la sacra ricorrenza.

Sarà utile ricordare che, nella tradizione rabbinica, nel Paradiso Terrestre il frutto dell'albero del bene e del male, quello che mangiarono Adamo ed Eva e che li dannò, è il cedro e non la classica mela. 

Cenni storici di Santa Maria del Cedro